#01 IDILLA / OCRICULUM

La ceramica, prima di essere design, è territorio.

Il sole cade sulle rovine di Ocriculum e la pietra trattiene il calore. La terra è chiara e polverosa, l’erba secca si piega tra gli archi spezzati dell’antica città romana affacciata sul Tevere. La luce di luglio appiattisce le distanze e lascia sulle superfici ombre corte e dense. In questo paesaggio emergono le forme di Idilla, la collezione disegnata da Manuel Di Giacobbe per Alice Ceramica.

I volumi cilindrici della ceramica si posano tra le rovine con naturalezza. Le superfici smaltate raccolgono la luce piena del giorno e restituiscono colori profondi, saturi, quasi liquidi. A pochi chilometri da qui, oltre il confine tra Umbria e Lazio, la ceramica viene prodotta nello stabilimento Alice. La terra viene impastata, modellata, cotta. Materia che attraversa il fuoco per diventare forma. Portare Idilla tra le rovine di Ocriculum significa riportare la ceramica dentro una continuità più ampia: quella del paesaggio. La pietra racconta il tempo lungo delle architetture antiche. La ceramica introduce una presenza contemporanea fatta di proporzione, gesto e superficie. Tra rovine, terra e sole, Idilla ritrova la propria origine: una forma contemporanea nata dalla stessa materia del territorio.

Qui la ceramica torna a essere terra.

Crediti
Fotografie: Matteo Bellomo

 

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